Astensione obbligatoria – interruzione di gravidanza o decesso del neonato In caso di interruzione della gravidanza dopo il 180° giorno o in caso di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo per maternità , la lavoratrice può decidere di riprendere servizio in qualsiasi momento . Dovrà però soddisfare due condizioni : informare il datore di lavoro con preavviso di almeno dieci giorni e presentare due certificati medici ( uno del medico specialista convenzionato col SSN e uno del medico competente ) che attestino la compatibilità delle condizioni di salute con la ripresa dell’attività lavorativa . Riforma dei procedimenti civili Il ministero del lavoro ha fornito le prime indicazioni in merito ai giudizi di opposizione alle ordinanze - ingiunzioni , in quanto le controversie sono state riportate nell’ambito del rito del lavoro . Per le controversie insorte dal 6 ottobre il ricorso contro l’ordinanza ingiunzione deve essere presentato al giudice , per quelle precedenti vale la vecchia trafila . Si rileva inoltre che i crediti derivanti da sanzioni amministrative non possono formare accordi transattivi in quanto sono sottratti alla disponibilità dell’amministrazione . Collegato lavoro : legittimi i tetti agli indennizzi per contratti a termine . Nel caso di trasformazione da parte del Giudice di un contratto a termine in contratto a tempo indeterminato il dipendente ha diritto , oltre che alla riassunzione , a un’indennità variabile fra 2,5 e 12 mesi di retribuzione . Prima dell’entrata in vigore di questa norma l’azienda rischiava di veder sanzionare il licenziamento illecito a norma di Statuto dei Lavoratori e di corrispondere al dipendente retribuzione e contribuzione per l’intero periodo intercorrente fra la data di cessazione del rapporto e la data di riassunzione . Previdenza Tempo fa era stato annunciato che l’Inps , adeguandosi a quanto avviene in altri Paesi d’Europa , avrebbe inviato ad ogni iscritto l’estratto conto dei versamenti previdenziali con le proiezioni reali sulla probabile pensione a fine carriera . Tale informazione non è mai stata fornita , un po’ perché la riforma delle pensioni è sempre nell’aria e quindi si attendeva di poter fornire dati certi , ma soprattutto perché sarebbero venuti alla luce anche i dati che la politica preferisce siano ignorati : le riforme Dini e Amato hanno lasciato inalterate le pensioni di chi al 31 dicembre 1995 aveva raggiunto i 18 anni di contribuzione , ma hanno ridotto drasticamente le pensioni di chi a quella data non aveva ancora raggiunto tale anzianità contributiva e hanno decurtato paurosamente le pensioni di chi ha cominciato a lavorare solo in quel periodo . Chi andrà in pensione col metodo contributivo nella migliore delle ipotesi arriverà al 45-50% dell’ultimo stipendio , e c’è da chiedersi come farà a mantenere se stesso , oltre che la famiglia . Si parla ora di un’ulteriore stretta delle pensioni ; il nuovo governo avanza l’ipotesi del passaggio al sistema contributivo per tutti , e questo sarebbe un colpo basso per chi era stato “ graziato “ dalle riforme Dini e Amato del 93 e del 95 ; si riparla poi con insistenza di “ convincere “ i dipendenti a conferire il loro TFR alla previdenza complementare . I rendimenti tutt’altro che entusiasmanti del fondi negli ultimi anni , legati al crollo delle borse , non incoraggiano certamente questa scelta che – non dimentichiamolo – è irreversibile : il dipendente , una volta operata questa scelta , non può cambiare idea , e certamente questo è un grosso ostacolo che si aggiunge ad altri ostacoli ben noti ( chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese non ha certo la possibilità di destinare una quota della sua retribuzione , se pure differita , alla previdenza futura ) .
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7/03/2018 - Convegno regionale CNEC - UNEBA – USMI NAPOLI, SABATO 8 marzo 2014 ore 15.30
Roma, 11 febbraio 2014
Prot. n. 14/2014/C.F.C.
Rev. Econome/i
Istituti religiosi ed Ecclesiali
della CAMPANIA
LORO SEDI
OGGETTO: Convegno region ...
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