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 Domanda di perdono
Il pittore De Chirico presenta in 2 quadri la parabola del Figliol prodigo. Nel primo quadro il giovane che abbandona il Padre è raffigurato come un manichino; nel secondo quadro, lo stesso prodigo, ritornato alla casa paterna, è raffigurato come un figlio che dialoga amorosamente con il Padre.
Mentre nel nostro commento rifletteremo sulla parabola alla luce del Padre, il pittore con questi disegni vi riflette alla luce del figlio.
Chiediamo perdono al Signore, se il peccato grave ha ridotto la nostra vita di Figli di Dio in manichini morti, come chi non ha questa preziosissima vita.
 
Preghiera collettiva della Comunità
Padre , Dio di bontà e misericordia infinita, donaci una fede forte sul grande Tuo amore per noi. Una fede che non sia soltanto un atto della nostra mente, ma che si traduca in atteggiamenti di amore nel fare la Tua volontà e nel fare il bene ai nostri fratelli.
 
 
Spunti dall’omelia per la riflessione in preghiera personale e comunitaria
La parabola del Figliol prodigo fa parte di un trittico (Luca cap. 15) che dipinge Dio in una maniera che gli uomini non avrebbero mai immaginato.
Gli uomini possono immaginare il Dio grandioso, il Dio padrone, il Dio giudice, il Dio “ragioniere”, il Dio onnipotente e distante, ma non il Dio “papà”, pieno di amore verso di noi.
In questo trittico, la parabola del buon pastore ci mostra le incredibili spalle di Dio che riporta all’ovile la pecorella smarrita, ricercate e ritrovata; la parabola della dracma perduta ci fa sentire l’incredibile ansia di Dio nel ricercarla; la parabola del figliol prodigo ci affascina e commuove con l’incredibile abbraccio al figlio ritornato.
E tutto il trittico è pervaso dalla incredibile gioia del Padre, che esplode in ognuna di queste parabole, ma che diventa addirittura sconvolgente quando pronuncia quella frase inimmaginabile: “Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti, che non hanno bisogno di conversione.”
Nella parabola del figliol prodigo, tutto il comportamento del Padre è orientato alla riconquista del figlio che si era allontanato da casa: non bada alla sua autorità e dignità di padre, a quei tempi molto marcata; non bada alle consuetudini che esigevano obbedienza indiscutibile; non bada alle rivendicazioni di giustizia, non bada alle dovute scuse e risarcimenti,…
 
Dove la gioia e l’amore di questo padre straripa, per aver riavuto il figlio cambiato, è nella festa che ordina di preparare: fa tirare fuori il vestito di lusso, ridona l’anello con il sigillo di famiglia, fa uccidere il vitello grasso, chiama suonatori e dice a tutti: “Mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.”
Quanta tristezza nel paragone di questo padre con il figlio che se ne va di casa! Non una parola di “grazie” al padre! Non un pensiero per la fatica e il sudore di aver messo insieme l’eredità che il figlio pretende. Il Padre è ridotto a trasmettitore del patrimonio, che è l’unica cosa che interessa al figlio, non i consigli, i valori, gli affetti. Anzi lo umilia considerandolo già “morto”, dato che l’eredità si chiede in queste occasioni!
Una situazione assai frequente anche oggi. Ragazzi che se ne vanno di casa, sbattendo la porta e lasciando dietro a sé un cumulo immenso di sofferenza.
Il giovane della parabola chiede anche soldi: “Dammi la parte del patrimonio che mi spetta”. Si ricorda di essere figlio, solo per rivendicare il suo diritto all’eredità. E oggi, quanti giovani pretendono dai genitori soldi, che poi consumano nella droga e in altri disordini!
Un’altra tristezza ci viene anche dal fratello maggiore, sempre in paragone con questo ammirabile Padre. Se il fratello maggiore ci descrivesse come vede Dio, ce lo presenterebbe come infinitamente giusto, laboriosissimo, fedelissimo agli impegni, una specie di commissario della morale, sapiente punitore di chi sbaglia e saggio distributore di premi per chi è fedele.
Se il fratello minore avesse incontrato questa immagine di Dio, impersonata nel fratello maggiore e in tanti genitori, duri col figlio che sbaglia,…il prodigo sarebbe tornato indietro!...
E il maggiore, “credendosi onesto”, non pensa alla sua responsabilità nella fuga del fratello. Nella sua creduta “onestà” aveva vissuto in una casa dove la legge era l’amore, senza mai capire nulla dell’amore, senza far nulla per comprendere il “disagio” del fratello e aiutarlo nelle sue incertezze.
 
Preghiera dei fedeli
(inizio) Fratelli e sorelle, la parabola del figliol prodigo ci può ricordare una verità che conosciamo a parole, anche se non facilmente la applichiamo: Quando uno ama, vede anche da lontano; quando non ama, non si accorge neanche delle persone vicine.
 
(preghiere personali)
(fine) Signore Gesù, ti chiediamo una grande fede e fiducia nella Tua infinita Misericordia, che sappiamo essere il tuo desiderio più grande, come lo manifesti in questa parabola e in tutta la storia della Chiesa.
 
Preghiera sulle offerte
Essere cristiani, Signore, significa entrare nella festa di Dio, entrare nella sala del banchetto, partecipare alla mensa eucaristica, sedersi accanto a tutti, uomini e donne, senza giudicare, senza discriminare nel pensiero e nei comportamenti.
 
Preghiera dopo la Comunione
Gesù, la tua parabola ci mette a disagio: Tu vivi tra gli emarginati, e noi non andiamo a parlare neanche con loro. Tu li ami, e noi non troviamo in loro motivi di amore. Tu li abbracci e noi li chiamiamo lontani, peccatori, dissoluti. Tu dai per loro una festa con musica e cibi succulenti, e noi non vogliamo neanche parteciparvi, perché ci consideriamo persone per bene…come il fratello maggiore. Aiutaci, Signore a non assomigliare mai a questo fratello maggiore.
 
 
Padre Rolando ci invia lo schema di preghiera e di meditazione per prepararci alla celebrazione eucaristica e ci invita a partecipare alla messa vespertina di sabato 5 Marzo 2016 delle ore 18,30 nella Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli, animata come di consueto dalla Cvx “Immacolata al Gesù Nuovo”.
 
Precederà la Messa  la Lectio divina, guidata da P. Rolando, nella Sala Sant’Ignazio (vicino alla Sacrestia della stessa Chiesa del Gesù Nuovo) dalle ore 17,30  alle ore  18,15.
 
 
© - CVX “IMMACOLATA AL GESÙ NUOVO” – NAPOLI www.cvxgesunuovo.it


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